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Roccantica

Roccantica è un villaggio pedonale di origine medievale che si erge al di sopra delle colline della Sabina, famose per gli estesi uliveti che tingono il paesaggio di un verde argenteo. Il paese è circondato da mura risalenti al Medioevo e la sua storia è oggigiorno tanto intatta quanto la sua architettura. La comunità è ancora oggi vivace quanto i festival annuali che l’hanno resa famosa. 
Il borgo, nasce per difendersi dall'avanzata dei Saraceni (864) si circonda di mura e modifica il toponomo che fino ad allora era "Fundo" in "Rocca" = la ROCCHA DE ANTIQUO.
La lotta per il papato tra Benedetto X e Niccolò II, segna un momento di svolta per la Rocca, che si schiera con quest'ultimo. Subisce l'assalito dei Crescenzi sostenitori di Benedetto, ma viene liberata, non certo illesa, da Roberto d'Altavilla alleato di Niccolò II. Questo Papa premia gli unici 12 "roccolani" sopravvissuti con l'infeudazione della Rocca.

Questo accadimento è tanto importante per la storia del paese che ne viene riproposta ogni anno una rievocazione: il medioevo in festa. I privilegi concessi da Niccolò II e ribaditi da tanti altri papi ad esempio: Innocenzo IV, Gregorio XI, Martino V, Pio V, beneficano la "Rocca de Antiquo" nel corso dei secoli di molte esenzioni, immunità e franchigie, come ad esempio la non punibilità dell'incursione dei roccolani nel territorio di Montasula nel 1379 oppure lo svincolo dal pagamento delle tasse al Senato Romano. Dal XII secolo alla fine del XIII, la chiesa di S. Valentino governa la maggior parte del territorio nonostante i tentativi di appropriazione da parte di altri signori limitrofi.

Dopo diverse maestranze i roccolani riescono a prevalere ed a ottenere dal Rettore della Sabina, Roberto di Albarupe una summa di leggi scritte (Statuto). Quest'ultimo viene concesso il 26 Maggio 1326. Il 16/8/1427, Armellao de Batonis diviene castellano e governatore di Roccantica. Il 16/9/1415 papa Giovanni XXIII (Baldassarre Cossa, poi antipapa) concede il borgo ed il territorio in vicariato e rettoria a Francesco Orsini. Gli Orsini ne hanno il possesso (per linea mascolina) fino alla morte di Flavio (8/4/1698), ultimo degli Orsini di quel ramo. Estintosi il ramo mascolino degli Orsini, Roccantica torna sotto la giurisdizione della Camera Apostolica. La vedova di Flavio, A. Maria de la Tremouille-Normoutier presenta ricorso, accolto nel 1705, quando papa Clemente XI le riconcede il possesso di Roccantica fino alla sua morte avvenuta il 7/12/1722. Roccantica torna definitivamente sotto la giurisdizione della Camera Apostolica, seguendo le sorti dello Stato Pontificio fino al Plebiscito (4/5 novembre 1860) che sanziona l'ingresso del piccolo paese nello Stato Italiano con 171 iscritti e 152 votanti e il risultato di 152 "SI" nessun "NO" e 19 astenuti.